Tempo di Agire

Come superare le esperienze negative grazie alla Time - Line

La Time- Line è una tecnica utilizzata in PNL per poter operare nel futuro (Pacing) o “accettare” le emozioni negative che ci hanno fatto soffrire nel passato.

Attraverso il potere della visualizzazione, la nostra mente codifica i ricordi in modo da distinguere eventi recenti, passati e futuri.

Molte persone, parlando di un evento passato, dicono frasi tipo “mi è già successo” oppure “quel che è stato è stato” facendo un chiaro segno con il braccio, come se stessero buttando qualcosa dietro di loro. Altre persone, invece, parlano del loro futuro guardando in avanti, magari gesticolando o puntando il dito di fronte a loro. Queste persone, inconsciamente, ti hanno dimostrato la loro Time Line.

Esercizio “Scopri la tua Time- Line”:

Inizia a ricordare un evento successo circa 5 anni fa.

Nota, attraverso la tua mente, dove si  trova l’immagine nello spazio. Eventualmente indicala con la mano.

Bene, ora immaginati un evento successo stamattina.

Nota dove si  trova l’immagine nello spazio. Eventualmente indicala con la mano.

Infine immagina te stesso tra 5 anni.

Nota dove si  trova l’immagine nello spazio. Eventualmente indicala con la mano.

Immagina una linea di collegamento tra le tre immagini e confrontala con la rappresentazione qua a fianco.

Modello “In Time”: la linea nella tua mente passa attraverso il tuo corpo. Solitamente in questo modello il tuo ricordo del passato è “dietro di te” e l’immagine del futuro è “davanti a te”.

Modello “Through Time”: la  linea del tempo non attraversa il corpo ma appare disposta di fronte a te,  con il passato su un lato e il futuro sull’altro.

 

Esercizio “Lascia andare le emozioni negative”

- Prova a posizionarti sulla linea, all’altezza del punto in cui si trova l’esperienza negativa che vuoi superare.

 - Resta al di sopra di questa esperienza, guardandola con distacco. Di quale risorsa avresti avuto bisogno per affrontare al meglio l’evento?

- Formula la risorsa in termini positivi, come ad esempio: “avrei voluto mantenere la calma, dovevo avere più autostima” e via dicendo.

- A questo punto ricordati di una situazione in cui hai utilizzato quella stessa capacità, ad esempio l’ultima volta che sei stato molto calmo. Ricordati precisamente tutti i particolari, siano essi immagini, suoni o sensazioni.

- Una volta raggiunta l’intensità maggiore, stringi il pugno in modo da ancorare a questa stretta la tua risorsa. Mantenendo il pugno serrato immagina che la tua risorsa assuma un colore. Torna ora all’altezza dell’esperienza negativa e dipingila interamente con quella stessa tonalità.

- Prenditi tutto il tempo che ritieni necessario. Ora ritorna con la mente al presente e attraversa tutte le tue esperienze in cui hai provato quell’emozione negativa. Ed ora colora tutta la tua linea del tempo con la tonalità scelta in precedenza.

- Immagina ora di agire anche sul futuro e di colorarlo allo stesso modo così da poter disporre sempre della tua nuova potente risorsa .

Fonti: http://ilblogdellamente.com/pnl/time-line-estrai-linea-tempo/

          http://www.lifelabcoaching.com/pnl-time-line-neuroscienze/

Libro consigliato: La Time –Line della PNL di Michael Hall e Bob G. BodenHamer

Corso consigliato: Audio PNL Time line di Debora Conti

Per approfondimenti contattami: settepixel@yahoo.it

Tempo di agire in cucina: il GOMASIO

Sono molto pigra in cucina: preferisco sedermi a tavola e gustarmi i cibi belli che pronti e già preparati da altri, piuttosto che mettermi io ai fornelli. ^_^

Però molto spesso vedo in giro delle ricettine così appetitose, semplici e salutari che sarebbe un peccato non provarle subito!

Proprio alcuni giorni fa ho notato la ricetta del Gomasio, che è ottimo da spolverare sulle verdure bollite, sulla pasta in bianco, nell'insalata o  su del pane tostato con un pò di olio.

E’ ricchissimo di calcio, di antiossidanti, di proteine, di vitamine (D ed E), stabilizza il livello di sodio e potassio nel sangue e aiuta a regolare la funzione intestinale.

Come si fa? Basta tostare i semi di sesamo a fuoco lento in una padella fino a quando i semi iniziano a sfarinarsi. La fiamma va tenuta bassa rigirandoli spesso e facendo attenzione a non bruciarli. Poi si fa tostare un po’ il sale (meglio quello marino fino integrale) fino a farlo scurire leggermente. Infine si pestano il sesamo e il sale in un mortaio, lasciando il sesamo un po’ grezzo. Si conserva in un barattolo di vetro.
La proporzione tra sesamo e sale non segue una regola fissa, dipende dai gusti e dalle esigenze... si va da un minimo di 7 ad un massimo di 20 parti di sesamo per ogni parte di sale (solitamente in proporzione 10:1). Inoltre si può arricchire di gusto aggiungendo alghe (spirulina) oppure semi (di canapa o di lino).

Eh, sì… lo voglio proprio provare! Per me, data la mia pigrizia (che lo ammetto… non si manifesta solo in cucina…), è difficile impegnativo partire e andare a comprare gli ingredienti, però entro questa settimana (scadenza: venerdì 18 marzo) mi impegno a portare a termine questa piccola cosa da fare. Vi terrò aggiornati!

Fonte da: http://sara-serendipity.blogspot.com

Come tornare in ufficio volentieri il lunedì…

Il venerdì, prima di lasciare l’ufficio, prendi un foglio bianco, fai una riga metà e scrivi:

  • a sinistra, 3 cose che hai fatto durante la settimana al lavoro di cui sei contento (obiettivi che hai raggiunto, progetti che hai completato, nuove relazioni che hai allacciato…)
  • a destra, 3 cose che vorresti fare per la prossima settimana e che sono importanti per te.

Dopo avere fatto questo, prendi il foglio e mettilo in un cassetto o un in un altro posto che sei sicuro di guardare il lunedì quando riprenderai il lavoro.

Goditi il week-end, riposati, passa del tempo con la tua famiglia e i tuoi amici e il lunedì mattina rileggi il foglio che hai scritto, sii soddisfatto per quello che hai fatto nella settimana precedente e concentrati fin da subito sulle cose importanti, che ti faranno ottenere risultati importanti per te!

E… buon lavoro!

Alzarsi presto la mattina (primo giorno)…

Solitamente quando lavoro mi alzo alle ore 7.00 senza fare fatica però ora sono ancora in ferie e alzarsi presto la mattina, quando sai che potresti dormire fino a tardi, è difficilissimo!

E allora? Bhe, ho deciso di sfidarmi! E la mia sfida è iniziata proprio stamattina. Mi sono alzata alle 7.30 ma non sono state tutte rose e fiori.

Primo perché mi sono pre-svegliata alle 4, visto che mio marito andava a lavorare a quell’ora, e sono scesa (ma senza fatica) a chiudere la porta di casa. Mi sono ricoricata ed ho iniziato a pensare al più e al meno (come faccio di solito…) e infine alle 6 ero ancora lì nel letto a fantasticare.

Mi sono riaddormentata e al suono della sveglia (che avevo disposto strategicamente sul comodino più lontano del solito per obbligarmi ad allungare tutto il braccio fuori dalle coperte…) sono iniziati i dialoghi interni: il diavoletto (come lo chiama Alexander Reif) che mi diceva “Luisa ma chi te lo fa fare!…” e l’angioletto che replicava “Luisa non ascoltarlo! Scendi e non te ne pentirai…”

Basta! Zitti tutti e due! Non ho bisogno di voi perché la mia scelta l’ho già presa ieri! Messi a tacere, segue un respiro profondo e via le coperte! Mi insulto per un minuto poi tutto passa e ora posso dire che sono fiera di me!

Vediamo come va domani…

 

Ti possono anche interessare i seguenti link:

http://www.svegliarsipresto.com/ di Alexander Reif

Buone feste e buon riposo da TempoDiAgire!

Un breve post per augurarvi buone feste!

Per coloro che non festeggiano il Natale auguro comunque un buon riposo!

Per il mio augurio personalizzato vi rimando al post “Il vizio dell’Ohhh”.

Con affetto,

Luisa

Umore a terra in un attimo…

Il pomeriggio di venerdì 17 dicembre sono iniziate le mie ferie per le festività Natalizie: ero felicissima perché quel giorno avevo sistemato tutto il lavoro e quindi potevo godermi tranquillamente i giorni seguenti senza pensare a qualcosa non ancora fatto. Poi mi ero promessa, durante le vacanze, di mettermi in azione per raggiungere gli obiettivi che mi ero posta e stavo appunto redigendo una nuova lista di obiettivi per l’anno 2011: insomma tutto prometteva bene!

Ad un certo punto ricevo una telefonata che ha fatto cambiare il mio umore. Dalla felicità sono passata, in un attimo, alla rabbia e alla delusione: proprio uno degli obiettivi che avevo appena scritto sulla mia lista, uno dei più importanti per me in quel momento, stava per essere “sabotato”, anzi “auto-sabotato”…

Avete presente quando fai/dici qualcosa che non devi fare/dire? E che magari neanche pensi?

Ero arrabbiata con me stessa e mi ripetevo “ma come è possibile?”. Perdipiù le mie emozioni negative andavano ulteriormente a sabotare ancora di più il mio obiettivo e… anche le mie ferie!

Così ho deciso di cambiare il mio umore e farlo in qualche modo risalire…ma come?

Riflettendo…in fondo la strada più corta per il raggiungimento del mio obiettivo era stata interrotta e bloccata, però non esisteva solo quella! Passerò da quella più lunga e più difficile, e sono convinta che il mio mettermi in gioco alla fine mi premierà!

Ok…la rabbia l’ho trasformata, quindi, in voglia di sfida (e questo mi ha permesso di rendere ancora più forte la voglia di raggiungere l’obiettivo), ma la delusione riguardo al mio comportamento? Per quella ho scoperto, quasi per caso, l’antidoto: ho ascoltato una bella canzone che, così come per magia, mi ha ritirato su l’umore!

E a voi? Cosa vi tira su l’umore quando è a terra?

Il vizio dell’ “Ohhh”

Vorrei esclamare “ohhh” ogni giorno… guardando l’alba, osservando il tramonto, guardando una aereo che sta prendendo il volo, scorgendo nella terra la nascita di una nuova pianticella, guardando 2 cagnolini che giocano insieme (ma che 2 mesi prima si odiavano), vedendo una coccinella che si è posata sulla mia mano, osservando un topolino che è sfuggito alla trappola ed ora si rosicchia contento il suo pezzettino di parmigiano, vedendo il primo sorriso di un neonato, trovando (rientrando dopo una giornataccia al lavoro) una sorpresa che mi ha fatto una persona cara, aiutando una persona a trasformare il suo oh-oh in ohhh…

SORPRENDIAMOCI ogni giorno per le piccole cose che la vita ci offre, mettiamo da parte gli oh-oh e trasformiamoli in ohhh…questo è l’augurio che mi pongo e che pongo a tutti voi, cari lettori!

Quali sono gli oh-oh di cui vorreste sbarazzarvi? E i vostri Ohhh?

La sfida dei 30 giorni

Pronto per la sfida dei 30 giorni?
Chi devi sfidare? Te stesso.
La sfida dei 30 giorni consiste nel ripetere un'azione che vuoi acquisire per 30 giorni consecutivi fino a farla diventare un'abitudine.
Perché proprio 30 giorni e non 15 o 60? Perché 30 sono proprio i giorni che il nostro cervello impiega per "abituarsi" a questa nuova azione.
Grazie a questi 30 giorni potrai anche capire se questa nuova abitudine è ciò che fa per te o meno. Se non fa per te ti basterà non continuare più o ripartire con una nuova sfida. Però aspetta di terminare i 30 giorni prima di decidere!
Ti sembra una sfida già vinta? Prova! Vedrai che sarà tutt'altro che semplice, specialmente nella seconda settimana. Subentreranno vari fattori che ti impediranno in tutti i modi di portare a termine la tua sfida.
Ecco le regole per far sì che la tua sfida vada a buon fine:
- iniziare con una sola sfida per volta
La sfida può riguardare qualsiasi cosa, come per esempio cercare di alzarsi presto la mattina, oppure cercare di alimentarsi meglio o diventare più attivi iniziando a fare sport.
E' meglio eseguire una sfida alla volta, anche se all'inizio ti può sembrare di poter riuscire a gestire più sfide contemporaneamente.
Un consiglio: se vedi che mancano pochi giorni all’inizio del nuovo mese ti verrà la tentazione di voler aspettare il primo giorno del mese per iniziare la tua nuova sfida. Non farlo! Inizia oggi stesso! E’ tempo di agire, ora!
- ogni giorno tenere traccia dei successi e degli insuccessi
Per facilitarti il compito preparerò presto un documento scaricabile, che potrai usare per le tue sfide.

- pensare ai fattori che potrebbero influire negativamente
Tra i principali fattori vi sono
gli “abili tentatori”, persone (spesso a te anche molto care) che ti diranno frasi demotivanti tipo “Lascia perdere…” o “Dai, lo farai domani…” o altre frasi simili; non mancherà la pigrizia: ti dirai sicuramente “Vabbè, per questa volta farò un’eccezione…”; noterai che il tempo verrà sempre a mancare, anche quando magari l’azione che devi svolgere richiede solo 5 minuti della tua giornata; ti capiterà un banale influenza, che ti costringerà a letto e ti impedirà di agire; la memoria… anche lei fa brutti scherzi e potresti dimenticarti di acquistare il muesli, necessario per la tua colazione genuina (come è capitato a me!).
Cerca di pensare in anticipo a questi fattori negativi o a cosa potrebbe capitarti, in modo da avere subito una pronta soluzione e non trovarti spiazzato. Cerca di non cadere in queste trappole: resisti!
Decidi la tua sfida dei 30 giorni, iniziala e condividi la tua esperienza commentando questo post!
P.s.: Sfida nella sfida! Prova a sfidare i lettori del tuo blog o i tuoi amici sui social network: chi arriverà al traguardo? Fammelo sapere!
Ti potrebbero anche interessare i seguenti link:
30 giorni al successo (Articolo di Alexander Reif)
30 days to success (Articolo di Steve Pavlina)

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Oreglia Luisa